La seconda riunione della giuria del Premio di Architettura FBM 2011"Nuovi spazi per Spoleto " si è tenuta
Sabato 9 Luglio 2011 a Spoleto nella sede di Palazzo Mauri, dove è stata allestita una mostra dei progetti pervenuti, sottoposti nella giornata precendente alle verifiche preliminari sulla rispondenza alle richieste del bando ristretto della seconda fase, in una sessione tecnica. Come da tradizione del Premio di Architettura FBM, la sessione di lavoro ha previsto un confronto diretto tra Giuria e progettisti, con la illustrazione delle proposte e la discussione dei temi e dei problemi correlati. |
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Erano presenti alla riunione i componenti ufficiali Pierre-Alain
Croset, Richard Ingersoll, Antonello Stella, Massimo Coccetta, Giuliano Maria Mastroforti e Fabio Zoppetti, che hanno incontrato, in confronti successivi aperti a tutti gli altri, i sei gruppi selezionati per la seconda fase, identificati dai codici usati durante la prima fase, nonostante si trattasse di procedura palese: |
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Il primo progetto a essere presentato dal proprio autore è stato quello del gruppo CD347, di Giacomo Minelli e Gianluca Muscas, seguito dal progetto del gruppo BA246, di Luigi Longo, Daniele Capolicchio, Consuelo Nunes Ciuffa e Livianna Curri. |
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A seguire sono stati presentati dagli autori i progetti del dei gruppi FE261, di Francesco Pergetti ed Enrico Valenti, seguito da quello contrassegnato dal codice FF183, di Fabrizio Fiscaletti. In ultimo si è proceduto al confronto con il Andrea Tomasi, autore del progetto AT106, e infine con Davide Agostini e Matteo Battistini, autori del progetto CC333.
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Al termine della sessione di confronto, la Giuria si è di nuovo riunita a porte chiuse per procedere al giudizio finale, per il quale si è raggiunta l'unanimità, che è stato annunciato durante la cerimonia di premiazione, alla presenza del Sindaco di Spoleto, Daniele Benedetti
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Progetto Vincitore
codice
FE261 - Francesco Pergetti, Enrico Valenti
Motivazioni della Giuria
Il progetto vincitore propone di insediare nell'area un albergo con sala conferenze, ristorante e libreria, valorizzando il sedime della nuova strada che viene coperta e inglobata da una piazza gradonata orientata verso la Rocca, e che termina nel volume della sala conferenze.

In questo modo, il progetto riesce in modo intelligente a risolvere in termini architettonici il delicato problema dell'inserimento della nuova strada, e a creare una sequenza di spazi pubblici di qualità. Il progetto definisce con chiarezza uno scenario di utilizzo di tutta l'area in due fasi, proponendo che nella seconda fase venga realizzata una "corte" residenziale, ben definita, con tipologie di case a schiera e appartamenti a ballatoio. L'architettura dei nuovi edifici e degli spazi pubblici usa in modo sobrio e raffinato i laterizi, rifacendosi ad un linguaggio contemporaneo, privo di nostalgie, pur nel rispetto dei caratteri specifici e delle qualità urbane tipiche dei centri storici umbri.

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Qui sopra: Vista del nuovo spazio pubblico che offre una prospettiva verso la città storica.
In basso: Sezione sulla nuova strada dove è mostrato lo stesso spazio e la relazione
con la sala per eventi del nuovo complesso. |
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| Qui sopra: veduta sulll'attacco della nuova strada |
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Progetto Menzionato
codice
CC333 - Davide Agostini e Matteo Battistisini
Motivazioni della Giuria
Il progetto menzionato propone di costruire un grande volume cubico nell'incrocio tra l'asse della nuova strada e la piazza della stazione, creando un chiaro riferimento visivo nel paesaggio urbano. Lungo la ferrovia, un edificio allungato si inserisce al di sotto dell'edificio cubico definendo con chiarezza il limite verso la linea ferroviaria. I nuovi volumi ospitano uffici e negozi. Il volume cubico propone inoltre una interessante soluzione residenziale, collocando piccoli appartamenti sul tetto dell'edificio. Appare interessante anche se problematica la proposta di una facciata "leggera" in elementi laterizi sospesi.
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Qui sopra: Vista del nuovo complesso dal vallo ferroviario.
Sotto: Serie di piante e prospetti che mostrano la flessibilità funzionale impostata dai progettisti per garantire il massimo di possibilità di sfruttamento economico dell'intervento. In fondo: vista degli spazi pubblici ricavati tra la città e il nuovo edificio.
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A conclusione dei lavori, la giuria esprime un giudizio fortemente
positivo sugli alti risultati raggiunti dalle 6 proposte esaminate
durante i lavori che confermano nel proprio esito complessivo la opportunità
di produrre progetti realizzabili e verosimili sull'area oggetto del Premio,
che prefigurano possibilità concrete di riqualificare un ambito
urbano importante per Spoleto.
La sessione di lavoro è stata ufficialmente chiusa alle ore
13:30 e si è aperta la mostra pubblica dei progetti.
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